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Il Paese è sull’ orlo della crisi

Il Parlamento va in ferie.

I blogger in crisi no.

L’ ANTIROMANISTA

Il paziente PSI 8 odiava la Roma in modo del tutto anormale. Non contento di predicare l’ odio contro il club giallorosso per strada, in casa, alla fermata dell’ autobus ecc. ecc. aprì un blog sulla piattaforma di ********** . Chiamò il blog “ODIO ETERNO PER LA ROMA” e il sottotitolo era “A MORTE I GIALLOROSSI”. Lo psichiatra che lo aveva in cura da anni lo lasciò fare ma di tanto in tanto dava una sbirciatina ai post. All’inizio si pensava che fosse una cosa innocua ma poi l’odio patologico per la Roma si mischiò con l’ intenet-dipendenza e fu un bel pasticcio. Quando la connessione cadeva diventava una furia e poteva anche aggredire i passanti. In poche parole precipitava in una doppia crisi di astinenza. Le sue due droghe erano infatti l’ odio per la Roma e il suo blog.

Fu curato in una clinica russa specializzata in disturbi bipolari della personalità.

Del suo rapporto morboso con la classifica dei blog interna a quella piattaforma parleremo diffusamente in un altro post.

L’uomo che attraverso un blog era DIVENTATO Vasco Rossi

Cari amici ma soprattutto carissime amiche,

questa è una storia tristissima e pietosissima. Scordatevi la piacevolezza delle metamorfosi di Ovidio. Qui si tratta di una storia che ha più a che fare con il mondo dei manicomi e soprattutto con la loro chiusura.

Questo uomo è DIVENTATO Vasco Rossi grazie a un blog. Pensava come lui, rispondeva come lui, ogni post per lui era un concerto, le sue commentatrici erano le sue fan. State già piangendo vero?

La triste sorpresa è stata quando gli hanno spiegato che i manicomi erano stati chiusi però c’erano i reparti di psichiatria dell’ ospedale.

Ma vi racconterò più nel dettaglio la storia di questo povero alienato nei seguenti post.

L’ ispirazione per scrivere un post

Il paziente RHO 23 aveva uno strano modo per comporre i suoi post. Usciva di casa, apriva il cassonetto e guardava per una decina di minuti i rifiuti. Il titolo dei suoi post doveva avere qualche attinenza con ciò che aveva visto; attinenza ma anche uguglianza. A volte dava proprio lo stesso nome dell’ oggetto buttato via.

Ma non finì in manicomio per questo. Ci finì perchè prima di uscire si spogliava completamente nudo e saltava come un ossesso ogni volta che  vedeva un passante.

Questa e altre storie di blogger più o meno famosi su Paesaggi dell’anima

Blog addiction – Paesaggi dell’ anima

Scegliete la vita.
Scegliete un lavoro.
Scegliete la carriera.
Scegliete la famiglia.
Scegliete un maxitelevisore del cazzo.
Scegliete la lavatrice.
Scegliete la macchina.
Scegliete un lettore DVD.
Scegliete apriscatole elettrici.
Scegliete la buona salute.
Scegliete il colesterolo basso.
Scegliete la polizza vita.
Scegliete un mutuo a interessi fissi.
Scegliete una prima casa.
Scegliete gli amici.
Scegliete una moda casual.
Scegliete le valigie in tinta.
Scegliete un salotto e ricopritelo con una stoffa del cazzo.
Scegliete il fai da te e chiedetevi chi cazzo siete la domenica mattina.
Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare.
Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi.
Scegliete un futuro.
Scegliete la vita.
Ma perchè dovrei fare una cosa così?
Io ho scelto di non scegliere la vita.
Ho scelto qualcos’altro.
Le ragioni?
Non ci sono ragioni.
Chi ha bisogno di ragioni quando ha un blog?
Chi ha bisogno di ragioni quando ha Paesaggi dell’ anima?